Se una notte – Storie dalle Storie di Erodoto

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Erodoto – Se una notte – prologo – e si fecero guerra!

Erodoto – Se una notte – capitolo primo – I Lidi

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Università di Cagliari – Dipartimento di Filologia Letteratura Linguistica

SE UNA NOTTE
Storie dalle “Storie” di Erodoto
Traduzione e adattamento scientifico di Patrizia Mureddu
Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Presentazione
L’attenzione che il mondo contemporaneo dedica alle proprie radici, ed alla storia dell’uomo, è attualmente riservata principalmente agli aspetti della cultura materiale. Non solo ritrovamenti archeologici sensazionali per antichità o valore artistico, ma anche più semplicemente l’individuazione di fondamenta di strade o strutture murarie che permettano di ricostruire l’antica topografia di una città costituiscono un innegabile motivo di attrazione, capace di riempire (almeno finché dura la sensazionalità dell’evento) mostre o musei.
Molto meno spazio trovano invece nelle pubbliche manifestazioni i documenti letterari; eppure essi possono vantare un’antichità pari – o addirittura superiore – a quella di numerosi ritrovamenti archeologici, ed in più possono offrire ai loro fruitori la prodigiosa sensazione di un incontro, per così dire, direttamente a tu per tu con l’intelligenza, l’esperienza, le conoscenze, le emozioni di uomini vissuti in epoche affascinanti e remote, in ambiti sociali e culturali ormai irrimediabilmente perduti.
Il testo delle Storie di Erodoto, forse poco noto al grande pubblico, si presta particolarmente per fare vivere allo spettatore l’esperienza di uno straordinario tuffo nel passato. Viaggiatore curioso ed instancabile, lo storico greco riporta il lettore (o l’ascoltatore) dei nostri giorni a confrontarsi con la condizione di scoperta e di magico incanto che accompagnava le sue peregrinazioni per il mondo allora conosciuto, descrivendo con vivacità usi, costumi, monumenti, animali, piante, leggende, dei numerosi paesi in cui – per un tempo più o meno lungo – si trovò a soggiornare.
Patrizia Mureddu

Brevi notizie su Erodoto.
Mi chiamo Erodoto, sono Greco, di Alicarnasso. Voglio raccontarvi i frutti dei miei viaggi e delle mie ricerche. Perché le grandi opere dei Greci, come quelle dei Barbari non restino senza fama, e perché non si dimentichino le storie degli uomini.
La colonia greca di Alicarnasso , dove Erodoto era nato, si trovava nell’odierna Turchia; egli, perciò, per quanto greco, visse i primi anni della sua vita molto vicino al mondo orientale, e soprattutto ai Persiani, sulle cui vicende appare particolarmente informato. Quando era ancora un bambino, i Persiani, che avevano conquistato gran parte dei popoli vicini, decisero di attaccare i Greci e furono sconfitti rovinosamente a Salamina.
Nella Grecia dei suoi tempi, il concetto di ‘sapiente’ era ancora molto poco specializzato, indicava chi faceva indagini geografiche, filosofiche, scientifiche, insomma, chi studiava la natura nel senso più ampio del termine, ed è a questo sapiente originario che il greco applicava il titolo di physikòs, che ora riguarda solo una particolare branca del sapere. E poiché Erodoto fu il primo a fare una ricerca complessa sui popoli conosciuti e sulle loro vicende, a questo tipo di indagini è stato applicato quel nome, historìe, storia, che egli usò per definire la sua attività, e che in origine significa soltanto ‘ricerca’.
Viaggiò in tutto il mondo conosciuto di allora, che, tutt’intorno al Mediterraneo, si estendeva a sud, oltre l’Egitto, nel cuore dell’Africa (che era chiamata Libia), ad est verso l’Arabia e l’India, ad ovest oltre lo stretto di Gibilterra (le ‘colonne d’Ercole’), ed a nord verso la steppa siberiana (il mondo selvaggio degli Sciti). Dopo avere acquistato un gran numero di conoscenze, si spostò per le città greche per fare affollate conferenze, e guadagnare abbastanza da vivere bene. Giunto ad Atene nel periodo in cui Pericle l’aveva resa straordinaria per cultura ed opere d’arte – ancora oggi ne ammiriamo i resti, in particolare il Partenone, per la cui costruzione fu chiamato il grande Fidia – se ne innamorò, e soprattutto fu un grande ammiratore dell’esperimento politico che vi si stava compiendo: la democrazia. Progettò forse durante questo suo soggiorno di scrivere la storia della sconfitta dei Persiani da parte dei Greci, attribuendo ad Atene, secondo la propaganda periclea, un ruolo determinante nell’impresa.
Acquistato notevole prestigio negli ambienti politicamente più influenti, gli venne affidato il compito di guidare un gruppo di coloni, provenienti da diverse città della Grecia, nella fondazione della colonia panellenica di Turi, in Magna Grecia (nell’odierna Calabria). E così, lui che era nato sulla sponda orientale del Mediterraneo, passò gli ultimi anni della sua vita ad occidente; a Turi, probabilmente, si dedicò alla scrittura delle sue Storie, che dovevano narrare soprattutto la grande guerra tra Greci e Persiani. Ma per nostra fortuna, non rinunciò a riversarvi dentro tutta la sua grande esperienza di viaggiatore insaziabile: e così abbiamo il privilegio, ascoltando le sue parole, di assaporare ancora una volta con lui la scoperta di questo nostro mondo, che è diventato ormai per noi così noto e così piccolo.

 

programma
01.PROLOGO – La guerra tra Greci e Barbari
02.LIDIA
03.PERSIANI – ASSIRI
04.MASSAGETI
05.EGIZIANI
06.INDIA – ARABIA
07.SCIZIA

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